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AMICA ha 20.000 amici
Vasto il sostegno ai malati di "sensibilità chimica"
Nel settembre 2003 l'associazione AMICA ha indetto una petizione popolare nazionale per il riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla (MCS) da parte delle istituzioni al fine di ottenere un'adeguata assistenza sociale e sanitaria per coloro che ne sono affetti.
Sono arrivate 20 mila adesioni, a dimostrazione di una forte sensibilità dei cittadini nei confronti di questi malati gravi, che vivono spesso in condizioni al limite della dignità umana.
La Sensibilità Chimica Multipla comporta una reazione che coinvolge molti organi ogni volta che un malato entra in contatto con sostanze chimiche comuni, attraverso il contatto della pelle o anche solo inalandone minime tracce che normalmente sono tollerate dalla maggior parte delle persone.
Le sostanze che scatenano le reazioni sono le più varie: dai profumi alle lacche per capelli, dall'alcool ai disinfettanti, dal fumo di sigaretta a quello delle stufe a gas o a legna, dai materiali odontoiatrici a quelli per le protesi chirurgiche, dalle esalazioni di nuovi tappeti o moquette ai prodotti per le pulizie domestiche, dalle vernici ai conservanti del legno, dagli insetticidi ai pesticidi o erbicidi, dalle sostanze chimiche usate nei tessuti a quelle usate per la stampa o lo sbiancamento della carta, ecc.
È facile immaginare che il solo modo che un malato di MCS ha di sopravvivere è isolarsi completamente e ridurre al minimo la vita sociale, riservando incontri solo con persone che si adattino alle sue esigenze di "decontaminazione chimica".
Per giunta questi malati non possono assolutamente rivolgersi a ospedali o ambulatori pubblici senza rischiare gravi peggioramenti per le sostanze chimiche presenti in questi ambienti.
I sintomi della MCS possono assomigliare all'inizio a un'allergia perché tendono a comparire e/o a regredire con le esposizioni (alcune reazioni possano essere tardive), ma con il tempo la sensibilizzazione aumenta, così come il danno agli organi, e riguarda sempre più sostanze, soprattutto se il malato non segue un rigido protocollo comportamentale. AMICA ha richiesto a settembre al ministero della Salute almeno il codice sanitario della malattia per consentire agli ospedali di gestire in modo appropriato l'identificazione della malattia, anche per fini amministrativi, ricevendo risposta negativa perché sussistono dubbi scientifici che si tratti di una malattia su base organica.
Secondo l'associazione, invece, la malattia è riconosciuta negli Stati Uniti da numerose istituzioni locali e statali anche, caso per caso, come disabilità vera e propria così come in Canada; in Germania la MCS è stata inclusa nella Classificazione Internazionale delle Malattie dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), ICI-10, sotto il codice T 78.4).
"In Svizzera gli enti locali hanno iniziato a dare sostegno ai malati investendo nella costruzione d'edilizia specifica, basata su criteri di bioarchitettura, soltanto dopo il caso di suicidio di una malata finito sui giornali", commenta Donatella Stocchi, vice presidente di AMICA. "Anche in Italia i nostri malati vivono isolati in casa, perdono il lavoro, gli affetti, e cadono in uno stato inesorabile di disperazione progressiva - continua Donatella Stocchi.
"Un ulteriore ritardo e rinvio di assistenza sanitaria e sociale per questi malati - conclude - è inammissibile in uno stato che si definisce civile".
Fonte: Disabili.com, 06/04/2004