MACCHINA DEL TEMPO – canale 412
M T MAGAZINE – giovedì 15 aprile 2004 quarta puntata dedicata alle ALLERGIE
Dentro la notizia:
Le nuove allergie globali, siamo allergici al XXI secolo?
Sono ormai note le dermatiti da contatto per esempio scatenate dai metalli. Ma è possibile diventare allergici al mondo industrializzato che ci circonda? Ce lo siamo chiesti in quest’ultima puntata della nostra inchiesta. Sentiamo…
ALLERGIE DEL XXI SECOLO
(1)
Valentina Graziosi-
Ci sono oltre 60.000 sostanze chimiche di uso comune con cui veniamo in contatto pressoché ogni giorno. Nella casistica generale delle patologie professionali, le dermatiti allergiche rappresentano il 25% del totale. (2)
Intervista di Michela Grippa Dirigente Medico:
Indubbiamente la patologia di più frequente riscontro in assoluto, è la patologia cutanea. E quindi le dermatiti allergiche da contatto ed eritema. Vescicole e croste con eczema compariranno dei ponfi che sono delle lesioni simili a quelle che produce la puntura di una zanzara, tanto per intenderci. La prima domanda, che fa di solito il paziente con la dermatite allergica da contatto: “Se è contagiosa?”. (3)
I settori professionali in cui si sviluppa la maggioranza delle dermatiti da contatto sono sei:
1) l’industria alimentare (4)
2) i lavoratori metal meccanici
3) i parrucchieri
4) gli addetti alle pulizie
5) l’edilizia
6) la sanità
Dirigente Medico - Un’allergia al lattice con i guanti, che può manifestarsi con i lavoratori della sanità, la sintomatologia sarà caratterizzata dalla comparsa di questi ponfi alle mani, cinque o dopo dieci minuti al massimo dopo che l’operatore sanitario ha indossato i guanti.
Nel momento in cui vengono rimossi e l’operatore si lava le mani, in tempi altrettanto rapidi le lesioni scompaiono.
Ogni giorno s’introducono nell’organismo almeno 200 sostanze di sintesi. Le ragioni non sono chiare, ma alcune persone hanno perso la normale tollerabilità a questi elementi. (5)
E’ possibile essere allergici al XXI secolo?
Cinzia Massai in un parco di Bologna:
All’età di 40 anni mi sono ritrovata, con attacchi improvvisi, di cui non sapevo assolutamente l’origine e che comparivano in tutti i sistemi dell’organismo. In poche parole, avevo contemporaneamente tachicardia, difficoltà respiratorie, parestesie alle braccia e alle mani, dei formicolii sulla punta della lingua, del naso e sulle labbra e poi non riuscivo a mettere a fuoco la vista.
Non posso più fare nulla di quello che le persone normali fanno!
Attualmente vivo con le mie sorelle, perché sono stata costretta per problemi economici, visto che sono a completo carico della mia famiglia, a ritornare qui a Bologna.
Però, ho passato 14 mesi in Abruzzo, perché la mia famiglia credendo in me, ha fatto in modo che potessi vivere da sola, in una zona incontaminata per quello che riguarda sia l’aria, che il cibo. Quindi, avevo avuto un miglioramento notevole! (6)
E oggi posso mangiare pane di grano duro senza sale, che faccio in casa e petto di tacchino.
La Sensibilità Chimica Multipla si manifesta con crisi improvvise, che costringono il malato a fuggire dalle sostanze chimiche che lo circondano. (7)
Cinzia- Si tratta di sostanze d’uso comune come quelle per il trucco o la lacca per i capelli, lo smalto per le unghie, e poi si tratta di sostanze che vengono utilizzate per la pulizia della persona.
Infatti, io mi lavo pochissimo, uso un sapone che non contiene profumi, coloranti e cose varie.. e poi ci sono le sostanze per la biancheria, anche quelle sono potentissime, fanno danni gravissimi nel caso della MCS. E quindi cerco anche di evitare anche tutte queste sostanze!
Naturalmente i fumi delle industrie, gli scarichi degli autoveicoli, le vernici, i solventi, pesticidi, gli insetticidi.. (8)
Quale può essere la spiegazione, medico scientifica di questa sindrome che costringe all’isolamento?
Cinzia - Spesso e parecchi medici prima di scoprire che si trattava di MCS, mi dicevano che si trattava di problemi di stress o problemi che derivavano dal lato psicologico.
Intervista al prof. Lorenzo Alessio Direttore di Medicina del Lavoro nello studio di Brescia:
La M.C.S. è una sigla che definisce la Multiple Chemical Sensitivity, una patologia relativamente di recente descrizione, degli ultimi 20 anni, che sta trovando sempre più l’interesse da parte dei ricercatori, tanto è vero che il numero degli articoli che vengono pubblicati, sulle riviste internazionali serie, sta continuamente aumentando.
Intervista al Dr. Roberto Lucchini Medicina del Lavoro nello studio di Brescia:
Non siamo in grado oggi, di esprimerci quantitativamente a livello epidemiologico sulla frequenza di questa patologia in Italia, però si presume che ci sia un numero di qualche centinaio di soggetti che possono essere affetti da questa patologia. (9)
Questi soggetti hanno una sensibilità bassissima, questa è una cosa che li accomuna agli odori in genere, e questa penso che sia un po’ una chiave importante da studiare, anche forse a livello terapeutico. (10)
La qualità della vita ne risente molto!
Può raggiungere dei livelli, per il quale il soggetto è veramente in situazioni tali da dover evitare, escludere ogni tipo di esposizione alle numerossime sostanze chimiche che sono nel nostro ambiente di vita e di lavoro, per cui ci sono dei casi di persone che nelle fasi più gravi, sono costrette a vivere in isolamento! (11)
In Italia, purtroppo questo contesto è in ritardo rispetto ad altri stati europei, come la Germania, il Belgio, la Svizzera, e l’Inghilterra. E’ stata comunque indicata la necessità dal NAIOS, che una Istituzione Americana di Medicina del Lavoro Governativa, che all’interno degli uffici, degli ambienti di lavoro, si valutino anche a livello preventivo tutte queste componenti.
Cinzia - Io credo che sia una vergogna grandissima, per l’Italia che la MCS non sia riconosciuta, e quindi noi pur essendo malati, malati gravi, non abbiamo il diritto né di essere riconosciuti malati, quindi nemmeno il diritto di essere aiutati! (12)
E di questo fenomeno delle allergie multiple sicuramente preoccupante, torneremo ad occuparci più avanti su MT Magazine.
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(1) Sulla musica di sottofondo, in primo piano un’immagine di una bocca di donna, mentre viene spassato un rossetto rosso, segue l’immagine di una vasca da bagno piena di acqua e schiuma detergente.
(2) Immagini di laboratori d’analisi e macro immagini della cute
(3) Immagini di mani affette da dermatite da contatto
(4) Immagine di un camion per trasporto di barbabietole da zucchero, alcune fasi di lavorazione industriale, la capigliatura di una donna durante la permanente, un addetto alle pulizie durante il lavaggio del pavimento, laboratori ospedalieri, guanti in latice indossati dal personale sanitario
(5) Immagini tecnologiche, un naso in primo piano, le mani e le braccia insaponate con molta schiuma
(6) Immagine di un casale di campagna isolato e circondato dal verde dei campi incolti.
(7) Un’immagine, volutamente sgranata, con colorazioni dal bianco verso il blu elettrico, che comunica sofferenza e disagio con il volto di un uomo con barba e trasandato e sul punto di fuggire o trovare uno scampo da una stanza (potrebbe forse essere la camera di un ospedale), dove c’è una donna (forse un assistente) che riordina
(8) Un’inquadratura anche questa tutta confusa e deformata di un primo piano delle scarpe e gambe di una persona che cammina nel traffico con una sportina di plastica nella mano destra mezza vuota.
(9) Immagini di laboratori sanitari e strumentazione
(10) Immagini virtuali del viso di un uomo con un’apparecchiatura futuristica sul naso, questa immagine si evolve mostrando l’interno del naso e l’area del cervello, percorso degli stimoli olfattivi e le parti interessate sono colorate in un azzurro più chiaro
(11) Un’immagine della protagonista e della sua spoglia camera da letto dopo aver appreso lìistruzione all’evitamento, del film USA - Safe – del 1995 ( un film documentaristico sulla MCS): muri bianchi e nudi, un letto ecologico, un comodino, la bombola dell’ossigeno e la maschera al collo.
(12) L’intervista si conclude sempre sulla fine del film Safe: la protagonista dopo continui aggravamenti anche se trasferita in una comunità di malati, si ritira per andare a dormire in una stanza fatta interamente con una struttura di porcella, dove in solitudine, l’attende un ambiente povero costituito solo da un letto, una scaffalatura in metallo con pochissimi oggetti personali, bassamente illuminato e la sua inseparabile bombola dell’ossigeno.
Nel corso della pubblicità a fine programma, hanno segnalato inoltre due testi:
1) Esposizioni Chimiche di Asfhord e Miller
2) Un testo per le intolleranze alimentari