La Nuova Ecologia
pagina LETTERE
Maggio 2004 Numero 5
Il 18 marzo insieme a mio marito ci siamo recati sulle rive del fiume Po per trascorrere un paio d’ore all’aperto e con la speranza di respirare un poco d’aria meno inquinata, rispetto alla città in cui viviamo. Abbiamo attraversato il ponte che divide l’Emilia Romagna dalla regione Veneto e siamo andati in una zona dell’argine curata per la sua area verde. Ma l’aria emanava uno strano odore putrido, pungente, nauseabondo, con una tonalità di fondo veramente marcata: un cocktail di detersivi iperprofumati. L’odore era così marcato che mi toglieva il respiro e dopo un poco ho incominciato a manifestare bruciore agli occhi, irritazione alle vie respiratorie e tosse, con mal testa, vertigine e debolezza fisica. Sintomi che conosco bene: sono affetta dalla sensibilità chimica multipla e coordino le attività dell’associazione di persone che ne soffrono come me (A.m.i.c.a., www.infoamica.org).
La nostra gita fuori porta è terminata immediatamente, anche perché non mi sentivo bene. Durante il ritorno in auto, riflettevo tristemente: come è possibile che i detersivi siano così numerosi da contaminare un volume d’acqua così maestoso, oppure devono essere molto potenti... Ancora, come è possibile che questa moda dell’iperprofumato stia danneggiando il nostro ambiente e nessuno fa nulla per ricorre ai ripari? Per chi non ne fosse a conoscenza, le profumazioni sono di derivazione petrolchimica, contengono molte sostanze tossiche e nocive, come il cloroformio ritrovato negli ammorbidenti da una ricerca dell’Epa statunitense, benzene e ftalati nei profumi e molti altri. Ognuno di noi può fare la differenza usando prodotti ecologici, frenarsi dall’abusarne, rispettando le dosi consigliate sulle etichette, domandandosi veramente se tutti questi articoli sono veramente necessari; otterremo un risparmio economico, una maggior tutela della nostra salute e dei nostri familiari, e una salvaguardia del nostro ambiente.
DONATELLA STOCCHI, FERRARA
Ci troviamo perfettamente d’accordo con la lettera di Donatella. Per quanto riguarda nello specifico, i detersivi, esistono, in commercio prodotti davvero ecologici, come quelli offerti dalla Winnies, che siamo lieti di pubblicizzare su La Nuova Ecologia. Ma non c’è dubbio che i nostri corsi d’acqua soffrano, in generale, di una certa distrazione da parte delle autorità di controllo. Anche per queste ragioni Legambiente organizza ogni anno la campagna Operazione fiumi (info: 0686268329;
I.ditommaso@mail.legambiente.com).
Vi scrivo per chiedervi di aiutarmi a per rendere la mia casa, in costruzione, più ecologica. Ho sentito parlare di attaccare la lavastoviglie e la lavatrice direttamente all’acqua calda, in modo tale
da risparmiare corrente elettrica utilizzando l’acqua calda della caldaia. L’idea mi piace molto e vorrei adottarla! Ma ho bisogno di capire se l’acqua calda va inserita nell’unico ingresso o se sono previsti due ingressi. Sapete indicarmi quali marche hanno lavatrici e/o lavastoviglie a due ingressi per l’acqua?
CHIARA CORRIDORI, TRENTO
Purtroppo sul mercato italiano i modelli di lavatrici e lavastoviglie con la doppia presa per l’acqua calda e fredda sono davvero pochi, e spesso non facilmente reperibili. Da una breve ricerca fatta qui in redazione abbiamo individuato solo un modello della Miele, ma invitiamo altre case, qualora distribuissero modelli a doppia entrata sul mercato italiano, di comunicarcelo per la pubblicazione.