Articolo tratto dal giornale “Marsalace” di Elisa Zerilli  del 09/07/04

 

GIOVANNA NASTASI E LA SENSIBILITA’ CHIMICA MULTIPLA: NUOVE SPERANZE.

 

Un passo importante, fondamentale quello che è stato fatto mercoledì scorso durante l’assemblea della camera dei deputati. L’intervento dell’onorevole Grillo per la richiesta di riconoscimento della Sensibilità Chimica Multipla o MCS come malattia rara, ha riacceso le speranze di tutti gli italiani affetti da MCS di uscire dall’emarginazione cui sono finora stati confinati. A palpitare per ogni parola dell’onorevole Grillo, la sua concittadina  Giovanna Nastasi che ha scoperto di avere la MCS da  più di un anno, e che risulta essere al quarto e ultimo stadio della malattia, diagnosticata come irreversibile.

 Signora Nastasi come giudica l’intervento dell’onorevole Grillo e la risposta del ministro Sirchia? - Sicuramente un grosso passo in avanti. Tuttavia la posizione del Ministro della Salute è ancora molto lontana dal rispondere adeguatamente alle esigenze dei malati di MCS, perché tutto ciò di cui abbiamo bisogno, in pratica di ogni cosa, è necessario che venga approntato con la massima urgenza. La nostra malattia ci costringe a vivere in condizioni disumane. La MCS, purtroppo, porta ad essere praticamente morti per la società, e la morte sociale è quanto di peggio possa capitare all’essere umano. L’onorevole Grillo, invece, ha mostrato di essere umanamente  molto vicino alla nostra sorte, ha compreso perfettamente la gravità della nostra condizione, e ha esposto tutto con molta chiarezza , puntualità e competenza. -  Che cosa ritiene sia più urgente da fare? - La creazione di centri di diagnosi sarebbe un grosso successo, perché si permetterebbe una diffusione delle conoscenze scientifiche in questo campo che è fondamentale.

Io sono stata curata per otto anni come soggetto allergico, invece ero malata di MCS. Se la malattia  mi fosse stata diagnosticata quando era ai primi stadi, probabilmente non sarei arrivata a questo punto. La MCS non è neanche una malattia rara: negli Stati Uniti la percentuale accertata di malati MCS è del 15%, di cui il 3% in forma grave. -  Cosa è stato fatto per la sua personale situazione dalle autorità? – L’Ausl mi è stata molto vicina. E’ stato allestito un ambiente all’interno dell’ospedale di Castelvetrano, realizzato con materiali idonei ad accogliermi, in caso avessi bisogno di assistenza medica. Per questo voglio ringraziare il direttore generale Manno, il direttore sanitario Cangemi e la dottoressa Martorana, dirigente del presidio ospedaliero di Castelvetrano, che per me hanno fatto tanto,anche grazie alla loro grande umanità.-

  Per Giovanna Nastasi rimane però ancora irrisolto il problema di una abitazione adeguata alle sue necessità e la possibilità di praticare la talassoterapia anche d’inverno, quando l’acqua del mare è troppo fredda per un bagno.Tanto è stato fatto, ma tanto c’è ancora da fare.