IL TEMPO 5 OTTOBRE 2004
di GRAZIA MARIA COLETTI
Ci contava e così è stato.
L’ex manager, diventata allergica a tutto, non perderà il posto di lavoro.
Almeno una buona notizia nella storia pazzesca di una quarantenne romana, Cristiana Ferida Coppi, colpita all’improvviso dall’Mcs, la sindrome da Sensibilità chimica multipla, che le ha stravolto la vita, costringendola a vivere isolata dal mondo: non può parlare al telefono, non può guardare la tv, non può sostare accanto ad un elettrodomestico acceso, la luce elettrica la fa stare male, così come i profumi e anche una minima soglia di sostanza chimica presente nei vestiti ed in qualsiasi oggetto ci circondi.
L’azienda turistica conosciuta in tutto il mondo per cui lavora da 21 anni, le conserverà il posto, in attesa che la donna possa risalire la china con l’evitamento, cioè il totale isolamento, che attualmente rappresenta l’unica terapia per i pazienti colpiti da questa malattia, sconosciuta alla maggioranza della classe medica italiana, ma invece riconosciuta in America dagli inizi degli anni ’90 e studiata da un trentennio. «La mia azienda non mi metterà alla porta, me lo sentivo - confida Cristiana - Non è ancora ufficiale ma ho parlato con la direzione del personale che mi ha rassicurata. Giusto il tempo di mettere nero su bianco».
Il calvario per Cristiana, però, non finisce. Deve evitare tutto ciò che le fa male ma anche nella sua casa non trova pace. «C’è un ripetitore nelle vicinanze di casa mia, in via del Mar Rosso, qui a Ostia - racconta la ragazza, che da allora ha avuto continui mal di testa, oppressione craniale e sbandamenti -. L’ho dovuta lasciare». «L’elettromagnetismo è una componente avversa fortissima in questa paziente» spiega Maurizio Marsala, medico dell’ospedale militare di Palermo, che ha diagnosticato l’Mcs a Cristiana, che adesso confida nelle istituzioni per ottenere lo spostamento del ripetitore.
martedì 5 ottobre 2004