CORRIERE ROMAGNA CESENA PAG.3 16 OTTOBRE 2004 

 

Pressioni per i malati di Mcs

 

CESENA - Si intensifica la pressione del mondo politico sull’Ausl per tutelare chi è colpito dalla sindrome Mcs. E si muovono i primi passi per dare un’assistenza mirata a chi ne è affetto.Nel Cesenate sono un paio le persone che hanno visto la loro vita quotidiana sconvolta da questa malattia rara, nota anche con il nome di sensibilità chimica multipla. Uno è Rocco Panzavolta, 37enne di Cesenatico, che si sta battendo con tutte le sue forze per ottenere il riconoscimento ufficiale di questa patologia, come in Germania e Nord America. Ieri si è recato a Roma, per prendere parte ad un incontro nazionale sulla Mcs. Lo ha fatto “armato” di mascherina per proteggersi e bombola ad ossigeno portatile per cautelarsi contro attacchi respiratori che possono scatenarsi in lui quando entra in contatto con agenti chimici in concentrazioni tollerate da chi è sano.Nonostante questi pericoli per la salute, Panzavolta è partito per Roma sull’onda dell’entusiasmo che gli ha dato una conquista storica ottenuta l’altra sera. Il Consiglio provinciale ha approvato un ordine del giorno per spingere il riconoscimento dei malati Mcs, nell’ambito della campagna portata avanti dall’associazione Amica. Oltre a lanciare l’appello al ministero della Salute, all’assessorato regionale alla Sanità e al gruppo tecnico della Conferenza Stato-Regioni, ha tirato in ballo anche le Ausl del territorio provinciale. Ha chiesto che le aziende sanitarie di Cesena e Forlì adottino “protocolli di ospedalizzazione e cura per i malati di Mcs da parte di almeno un ospedale della provincia”. E che assegnino a tale centro sanitario “almeno un medico, coadiuvato da altri specialisti, per un numero di ore adeguato, con responsabilità di coordinamento, prevenzione e cura dell’Mcs”. E’ la prima volta in Italia che un Consiglio provinciale approva un documento così.A questo punto, è probabile che anche nel Consiglio comunale di Cesena, convocato per giovedì, venga messo in votazione un ordine del giorno simile. L’iniziativa è stata presa dal capogruppo Verdi Davide Fabbri, che ha stimolato la preparazione di un altro documento sulla questione dai Ds. Questa seconda presa di posizione era più cauta e non chiamava in causa direttamente l’Ausl di Cesena, spostando i ragionamenti a livello regionale e nazionale. Alla luce di quanto accaduto in Provincia, si dovrebbe però arrivare a una correzione di tiro per unire la voce del Comune a quella della Provincia.A dare ancora più forza al cesenaticense, poco prima del suo viaggio a Roma, c’è stato anche un messaggio di don Luigi Ciotti, a nome del gruppo Abele e dell’associazione Libera: “Voglio esprimervi la mia vicinanza e il sostegno al vostro impegno per il riconoscimento della sindrome da sensibilità chimica multipla - ha scritto - L’ abbandono, la malattia e l’indifferenza che molti quotidianamente sperimentano devono finire”.

 

Gian Paolo Castagnoli

 

CORRIERE ROMAGNA CESENA PAG.3 16 OTTOBRE 2004  COLONNA A FIANCO

 

PANZAVOLTA RICORDA I MOMENTI PIU’ DURI

MALATTIA SEMPRE PIU’ INCISIVA

 

CESENA -  Anche se gli studi in materia sono ancora in corso, dietro all’MCS sembra esserci una predisposizione genetica. C’è però un momento scatenante in cui la patologia “si attiva”, ossia si inizia a perdere la tollerabilità agli agenti chimica. E da lì i malati iniziano a sensibilizzarsi progressivamente a varie sostanze, come sta accadendo a Rocco Panzavolta, che nei giorni scorsi è diventato allergico a un detersivo che usava da anni.

Per il 37enne di Cesenatico l’ingresso in questa fase definita “primo stadio MCS”, è avvenuto nel marzo scorso. “A documentarlo – racconta – sono due medici di Bologna”. Tra le cause della malattia c’è un della malattia c’è un soggiorno di 10 giorni a Sarajevo, come volontario nel ’96, pochi mesi dopo che “gli aerei NATO avevano sganciato lì 10.000 ordigni, per un totale di 2mila tonnellate di uranio impoverito Conoscevo tante persone bosniache ora morte di vari tumori”.