GAZZETTA DI REGGIO
LUNEDI - 27 DICEMBRE 2004
PRIMA PAGINA
BLOCCATE IN CASA DA UNA RARISSIMA MALATTIA
IL CALVARIO DI DUE DONNE DI POVIGLIO E BRESCELLO, ALLERGICHE ANCHE…ALL’ARIA
(di Alessandra Codeluppi)
REGGIO. Sono state costrette a lasciare il posto di lavoro e a malapena riescono ad uscire di casa, inchiodate da una malattia rara che ha sconvolto la loro vita, la sensibilità chimica multipla (Mcs).
In pratica sono allergiche a tantissime sostanze chimiche contenute in determinati prodotti e alle particelle sospese nell’aria. Delle 40 persone in regione che ne soffrono due sono reggiane.
Sono Donatella Bergo, 48 anni di Poviglio e una 45 di Brescello. Persino un ricovero in ospedale può causare loro dei problemi, ma anche la vicinanza con persone che usano profumo o che indossino abiti lavati con normali detersivi. Finora la malattia non e riconosciuta come invalidante e le due donne non godono di alcun sostegno.
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Sono due le reggiane affette da Mcs, la sindrome che rende l’organismo intollerante a qualsiasi prodotto chimico
ALLERGICHE ANCHE ALL’ARIA DELL’OSPEDALE
UNA MALATA: “HO PERSO IL LAVORO E SONO COSTRETTA A STARE IN CASA”
Sono state costrette a lasciare il lavoro e a malapena riescono ad uscire di casa, inchiodate da una malattia rara che ha sconvolto la loro vita, la Sensibilità Chimica Multipla (Mcs). In pratica sono allergiche a tantissime sostanze chimiche contenute in determinati prodotti e alle particelle sospese nell’aria. Delle quaranta persone in regione che soffrono di questa malattia, due sono reggiane.
Allo stato attuale persino un ricovero in ospedale e lo stesso trasporto in ambulanza possono creare dei problemi. Se si avvicina loro una persona che usa profumo o, semplicemente, indossa abiti lavati con normali detersivi, si sentono male. Tra mille restrizioni stanno anche appoggiando la battaglia che porti ad un riconoscimento della malattia e ad ottenere le tutele finora non previste.
“La mia vita sociale non esiste più” si sente quasi anche un peso per i familiari Donatella Bergo, 48 anni di Poviglio. La donna lavorava in un’azienda metalmeccanica di Brescello e come un'altra collega di Poviglio ha scoperto la malattia 5 anni fa. “durante le ore di lavoro ho cominciato a sentirmi male, mi bruciavano il naso e la gola fino a sanguinare, perdevo la voce mi coglieva un’improvvisa sonnolenza”.
Da qui comincia una lunga sequela di esami di ogni genere per risalire alle cause del malessere, ma tutti con esito negativo. Poi ci si rivolge alla medicina del lavoro e dopo due anni si formula la diagnosi della malattia rara, la vita della donna cambia completamente, ed e un lungo elenco di rinunce nei gesti più semplici e indispensabili: "Se entra in casa una persona che usa profumo, deodorante e altri prodotti chimici mi sentono male. Non posso usare i detergenti per la persona e i detersivi per la casa tradizionali, molti abiti mi creano problemi. Non riesco a leggere nulla perché l’inchiostro mi da fastidio –dice la donna- niente computer e poca televisione, se la guardo troppo mi si annebbia la vista. Anche salire in auto mi crea problemi. Ormai non esco quasi più: anche quando vado a far la spesa, le particelle nell’aria mi fanno star male”.
La vita di ogni giorno diventa cosi una ricerca continua del prodotto che non crei problemi e che viene filtrato nel maggiore dei casi dall’associazione “Amica”, che conduce la battaglia per il riconoscimento, il cui referente nazionale è Rocco Panzavolta. Ora si aspetta una decisione dalla conferenza di stato delle regioni per ottenere sussidi e cure in centri appositi. Costretta a rinunciare al lavoro da 4 anni, finora la donna ha sostenuto le spese con la sola pensione del marito operaio.
Con lei pure la collega di Brescello, 45 anni, chiede aiuto per rendere vivibile una vita impossibile: “Ci sarebbe bisogno di un’ambulanza e di una stanza in ospedale su misura per noi, priva di sostanze nell’aria -chiede- occorrerebbero inoltre dei sussidi dagli enti locali, visto che finora le spese sono state a nostro carico, e abitazioni create a hoc per noi”.
LA BATTAGLIA
UN MORBO NON RICONOSCIUTO COME PATOLOGIA INVALIDANTE
Nella nostra Regione sono in tutto 40 le persone affette dalla Sensibilità Chimica Multipla (Mcs), una sindrome immuno-tossica infiammatoria per certi versi simile all’allergia perché i sintomi appaiono e scompaiono con l’allontanamento della causa che la scatena. E’ il decorso a differenziarla, poiché si perde per sempre la capacità di tollerare gli agenti chimici.
Il corpo cede e non tollera più tracce di sostanze di sintesi nell’ambiente, come insetticidi pesticidi disinfettanti detersivi profumi detergenti per l’igiene personale vernici solventi e colle. Ma possono creare problemi anche materiali per l’edilizia, carta stampata inchiostri scarichi delle auto fumi di camini prodotti plastici e farmaceutici e stoffe soprattutto se nuove. La malattia può colpire a qualsiasi età soprattutto lavoratori molto esposti a sostanze tossiche e al momento non esistono cure.
Uffici pubblici studi medici ospedali e supermercati diventano spesso ambienti impraticabili a causa delle profumazioni e dei prodotti chimici in genere.
Ad oggi, a quanto riferiscono i promotori dell’iniziativa per il riconoscimento, da una parte il Ministero della Salute e le Regioni prevedono la prevenzione dell’MCS e la tutela dei malati ma il servizio sanitario non la include nel novero delle malattie a carattere invalidante.
In assenza di dati del Ministero, secondo quelli parziali raccolti dall’associazione Amica sono circa 300 i casi di MCS accertati in Italia, di cui 40 nelle nostra Regione e ben 5 a Ferrara. (a.c.)