http://www.striscialanotizia.it/news/2005/02/15/news_826.shtml

Ultime notizie

Vivere protetta da tutto

Riceviamo e pubblichiamo questa e-mail.

Gent.ma Redazione, Vi mando alcune foto per farVi vedere come un malato di Mcs (Multiple Chemical Sensitivity - sensibilizzazione multipla alle sostanze chimiche) debba vivere e debba crearsi uno spazio nella sua casa. Potete vedere le mie nuove fonti di calore: pezzi di marmo che arrivano dalla Germania. Il marmo è scanalato sul di dietro e nella scanalatura passa una resistenza elettrica. Poi il tutto è ricoperto di cemento durissimo e vetro temperato.

Poi ci sono i mobili: un tavolo, una sedia e una panca di acciaio. Sono stati costruIti da un'acciaieria di Bergamo (io abito a Clusone, sulle montagne bergamasche e precisamente nell'alta Val Seriana). L'acciaio è stato solo sabbiato e non ha nessuna verniciatura, cromatura o zincatura. Sulla panca ho fatto io stessa delle sedute con tanti asciugamani di cotone, che ho poi chiuso dentro un contenitore pure di cotone. Il letto e i comodini, che per fortuna avevo, sono di ottone. Il materasso me l'ha fatto una ditta di Treviso: solo molle di acciaio e falde di cotone ecologico. Una ditta tedesca, la Draeger, mi ha fornito una pompa e i reagenti per le misurazioni delle esalazioni che potevano trovarsi nella stanza. I mobili di legno (che poi erano di laminato) emanavano formaldeide, e così le tende, i cuscini del divano che c'erano prima e che erano di poliestere. Anche l'Arpa mi ha dato una mano e i suoi chimici mi hanno dato le indicazioni e i consigli per realizzare questa ECU (enviromental ecologic unit- unità ambientale ecologica).

Gli attrezzi di gomma dura, televisione, videoregistratore, computer, ecc..., sono stati collocati in una parte della stanza ed isolati dal resto con una parete di vetro e alluminio. Esalavano Toluene, dannoso non solo per i malati di Mcs, ma per tutti. All'interno di questo stanzino pieno di veleni è stato installato un aspiratore di acciaio, perché le esalazioni siano convogliate all'esterno. Meno male che c'era un camino e che ho potuto sfruttare uno dei tubi di aspirazione. C'è anche la foto del depuratore che uso in caso di esalazioni improvvise ed incontrollolabili che possono venire dall'esterno. Anche le piante sono state scelte tra quelle consigliate dalla Nasa, e collocate sulle navette spaziali, perché "mangiatrici" di benzene, toluene e formaldeide: potete vedere la miseria (tradescantia) la felce variegata, la Sanseveria e la Dracena marginata. Io vivevo a Milano, ma dal 1992, in seguito ad un'anestesia piuttosto lunga, mi sono trovata malata. Da allora non posso più mangiare che quattro cose (sempre le stesse e nemmeno una frutta o verdura), non posso curarmi con farmaci, neppure omeopatici o naturali, non posso più andare al cinema, in chiesa, al supermercato, in macchina. Da un anno mi sono trasferita qui per avere almeno l'aria esterna un po' meno inquinata. A Milano sanguinavo dalla bocca e dal naso ogni volta che uscivo. Ho lasciato tutto e tutti: i miei due figli, uno sposato e uno di 24 anni che ancora studia e la casa che avevo comprato con grandi sacrifici. Qui vivo da sola. Tutti questi cambiamenti sono costati molto: un mutuo con la banca è stato inevitabile. Ma i rapporti con i padroni di questa casa in affitto sono tesissimi, anche se io ho cercato di spostare in un'altra stanza quello che mi danneggiava senza fare danni. L'incomprensione assoluta di questa malattia, il suo mancato (per ora) riconoscimento ufficiale, mette noi malati nella categoria dei pazzi, degli eccentrici. Questo è il nostro nemico più grande: la mancata comprensione e pietà delle persone che non sanno nulla di noi e di come siamo costretti a vivere per difenderci. Non potete immaginare quanti ricoveri al Pronto soccorso ci sono voluti prima di arrivare a questa Ecu. Naturalmente ormai sono troppo malata per sperare in un miglioramento, ma almeno posso sperare di rimanere così, senza peggiorare troppo. Se qualcuno vuole scambiare informazioni può scrivermi al seguente indirizzo e-mail:giulianadonati@tele2.it

Ecco, ho finito.

Giuliana Donati